Traversata dei Lyskamm: un filo di neve tra cielo e leggenda
Ci sono montagne che si salgono una volta nella vita e restano lì, tra i ricordi. E poi ce ne sono altre che ti chiamano più volte, e ogni volta ti insegnano qualcosa. Per me la salita al Lyskamm è così: una montagna che non si lascia mai conoscere del tutto, ma che ogni anno ti accoglie con qualcosa di nuovo.
Ogni volta che metto piede su quella cresta, il cuore batte come la prima.
Due vette, una linea d’aria
La traversata integrale collega il Lyskamm Occidentale (4.481 m) e il Lyskamm Orientale (4.527 m): due chilometri di cresta sottile tra il Ghiacciaio del Grenz e quello del Lys, tra Italia e Svizzera. In certi punti è larga quanto uno scarpone: si cammina su un filo di neve, in altri tratti, per forza di cose, si procede poco sotto cresta su uno dei due pendii, entrambi quasi sempre molto esposti. Poi non mancano i tratti di misto, per rendere ancor più completa e bella la salita.
L’itinerario classico si percorre in due giorni. Si parte dal versante di Gressoney, con la funivia fino al Passo Bettaforca, poi un paio d’ore a piedi fino al Rifugio Quintino Sella. Oppure dalla Capanna Gnifetti per scendere a Sella.
La vera salita al Lyskamm comincia all’alba del giorno dopo, con la frontale accesa e i ramponi che mordono il ghiaccio.
Sulla cresta: tecnica e testa
La salita al Lyskamm Occidentale è tecnicamente classificata AD, con passaggi su roccia di II grado e pendii nevosi tra i 35° e i 45°. Ma è la concentrazione il vero punto chiave.
La traccia a volte è evidente, altre volte va letta. Serve calma, molta attenzione e rispetto.
Un punto preciso, ogni volta, mi costringe a fermarmi: uno spuntone prima del traverso. Da lì si vede il Cervino stagliarsi a nord-ovest e, se il cielo è pulito, anche il Bianco. È il momento in cui tutto si ridimensiona.
Tempistiche, stagione, condizioni
L’intera traversata richiede tra le 8 e le 12 ore da rifugio a rifugio, a seconda del passo e delle condizioni. La cresta da sola può occupare 4-5 ore. Il dislivello totale è attorno ai 1.000 metri in salita e altrettanti in discesa.
Periodo consigliato: metà luglio – fine agosto.
Giugno è spesso instabile, settembre rischia già ghiaccio vivo.
La finestra di bel tempo fa la differenza. E una buona traccia battuta è oro: riduce i tempi, ma soprattutto la fatica mentale.
Cosa portare nello zaino
Corda
Imbrago, casco, moschettoni, fettucce
Ramponi affilati
Piccozza classica
Zaino da 30–35 litri
Guscio antivento, piumino, pile, maglie termiche
Guanti (due paia), cappello, occhiali da sole categoria 4
Borraccia da 1 litro, snack energetici
Ogni grammo conta, ma mai a discapito della sicurezza. La protezione termica è fondamentale: il freddo e il vento lassù spesso ti accompagnano.
Varianti e combinazioni
Chi vuole fare un’esperienza più completa può salire al Castore il giorno prima: un ottimo acclimatamento e un tramonto da ricordare.
Dopo la salita al Lyskamm, si può pernottare al Rifugio Gnifetti e salire alla Capanna Margherita il giorno dopo.
Oppure, in caso di condizioni non ottimali, si può optare per il Naso del Lyskamm: meno esposto, ma sempre interessante.
Il valore della guida
Leggere la cresta, riconoscere una cornice fragile, decidere se accorciare o allungare la corda: sono scelte rapide, che fanno la differenza.
Nello stesso tempo, nei punti più comodi, fermarsi per una foto o per bere qualcosa… non solo sicurezza, ma anche libertà. Libertà di sentire, di osservare, di emozionarsi.
Un’esperienza che lascia il segno
La salita al Lyskamm non è una prova alpinistica qualsiasi. È un esercizio di presenza. Ti insegna a restare lucido, a fidarti dei tuoi passi, a sentire la montagna.
Quando torno da lì, mi sento sempre molto appagato. Ogni salita ha il suo ritmo, ogni cordata la sua storia.
E ogni volta che qualcuno mi dice: “Vorrei fare i Lyskamm”, sento nascere quell’adrenalina buona, quella che ti dice che ne vale la pena.
Se anche tu sogni di camminare su quel filo di neve, sappi che non sarai solo. Lassù si va per scelta. E ogni passo ripaga, sempre.
Vuoi vivere la cresta più vera delle Alpi?
Preparati per la salita al Lyskamm.
Fallo con chi conosce ogni metro.
Sospesi nel bianco: meet the author
Alberto Zucchetti è guida alpina e alpinista con una lunga esperienza alle spalle, maturata su montagne in tutto il mondo. Prima ancora del mestiere, viene la passione: la montagna è parte della sua vita, anche quando non lavora. Gentile, solare e riservato, ha salito grandi pareti senza mai raccontarlo troppo. Con lui si va in cordata con leggerezza e fiducia: ogni passo è calmo, preciso, sicuro. Conosce ogni passaggio a memoria e sa quando dire sì e quando è il momento di fermarsi. Perché per Alberto la bellezza della montagna sta nel viverla, non nel dimostrarla.






